La mia coperta di Linus

In ascolto: Sere nere – Tiziano Ferro

Quando lei non c’è, non scrive.
Non legge.
Non compare la scritta blu.

Il mio messaggio resta lì, fermo, con quei segni grigi che non diventano niente.
Ultimo accesso alle 23:47.
Un numero che non si può abbracciare.

Io soffro.
Non faccio rumore, non faccio scene.
Soffro come si soffre quando non c’è niente da fare, solo da aspettare.

E ascolto canzoni.

Lo faccio da sempre.
La musica è stata la mia coperta di Linus, il posto dove scappavo quando il mondo era troppo rumoroso o troppo vuoto.
Metto le cuffie e sparisco.

Cerco quello che conosco bene.
Una canzone ascoltata mille volte, di cui so ogni respiro, ogni attesa prima del ritornello.
Non mi serve che sia nuova.
Mi serve che non mi tradisca.

Nelle cose che sai a memoria c’è una forma di casa.
Sai dove finisce la strofa, sai quando arriva la voce, sai come andrà a finire.
E mentre lei è lontana, e io non so niente di quello che pensa, sapere come finisce una canzone è già un modo di non cadere.

Poi la canzone finisce.
Guardo lo schermo.
Niente scritta blu.

Ne metto un’altra.

Cahier de route da una playlist che ormai so a memoria

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