Scintilla

In ascolto: Coldplay – Trouble

Il silenzio ha un rumore.

Chi dice il contrario non l’ha mai ascoltato davvero.

È il ronzio del frigorifero alle due di notte. È il ticchettio di un orologio che non avevo mai sentito. È il fischio nelle orecchie nel buio della città di notte.


Sono passati giorni.

Per il resto del mondo, pochi. Un calendario che scorre, impegni di lavoro e di vita privata, una settimana come tante.

Per me e per lei, no.

Noi abbiamo un tempo nostro. Un tempo che non segue fusi orari né lancette. Dove un’ora dura una stagione, e un giorno senza la sua voce vale un’era geologica. I ghiacci avanzano, i continenti si spostano, le stelle si spengono.

E nessuno, fuori, se ne accorge.


In quel tempo il silenzio non è assenza.

È presenza che manca.

Lo senti sulla pelle. Nell’anima. Nelle parole scritte e cancellate. Nei messaggi rimasti in bozza, come lettere mai spedite. Nella molta strada fatta in auto con la radio spenta, perché ogni canzone sembrava parlare di lei e perché i ricordi degli istanti insieme occupavano tutto lo spazio. Ogni spazio.


E poi.

Un suono.

Piccolo. Quasi niente. Una vibrazione sul tavolo. Il suo nome sullo schermo. Una parola, una sola.

E il mondo ricomincia a suonare.


Non so spiegarlo in altro modo: è magia.

O forse qualcosa di ancora più antico.

Immagino il primo uomo, in una notte senza luna, con una selce e un pezzo di pirite tra le mani. Il freddo nelle ossa. Il buio senza fine. Battendo una pietra contro l’altra, ancora, ancora, senza sapere cosa stesse cercando.

Poi, all’improvviso, una scintilla.

Un punto di luce che nessuno aveva previsto. Da lì il fuoco. Da lì il calore. Da lì, tutto.


Il suo suono dopo il silenzio è così.

Non illumina solo la stanza. Riaccende il tempo.

Le lancette ripartono. I ghiacci si ritirano. Le parole tornano a scorrere, prima timide, poi a fiumi, come se non si fossero mai fermate.

E io sono come quell’uomo nella notte, con le mani che tremano davanti alla prima fiamma. Stupito. Grato. Incapace di capire come sia possibile.


Il silenzio ha un rumore, l’ho detto.

Ma anche il fuoco ne ha uno.

Un crepitio leggero, dopo tanto buio.

È il suono di lei che torna.

E poi arriva il calore.

Ma questa è un’altra storia.


Cahier de route da una pietra che ha imparato a fare scintille

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