In ascolto: Franco Battiato – La cura
Questo blog è nato l’11 agosto, mi sembrava esistesse da anni e invece lei oggi me l’ha ricordato.
È stato uno schiaffo!
Non l’ho deciso. È successo, come succedono le cose a cui poi dai il nome di destino solo perché non hai altri nomi a disposizione.
L’11 agosto era la data in cui cominciava l’era attuale per il lunghissimo calendario della civiltà dei Maya. Questa data segnava, secondo la loro cosmologia, la creazione del mondo dell’era attuale o la nascita dell’essere umano sulla Terra.
Tutto quello che è venuto dopo — le dinastie, le guerre, gli amori di chiunque — si conta a partire da lì.
L’11 agosto 1999 l’ultima eclissi totale del millennio ha attraversato l’Europa. Due minuti e ventitré secondi di notte in pieno pomeriggio. La gente ha smesso di lavorare per guardare in alto.
L’11 agosto è la notte dopo San Lorenzo. Le stelle cadono ancora — cadono di più, il massimo è il giorno seguente — ma nessuno le guarda più. Il cielo dà il meglio ma tutti hanno ormai già espresso il proprio desiderio.
Ecco. Io il mio l’ho espresso in ritardo.
Da allora sembrano passati anni. Invece è solo un mese e una settimana.
In un mese e una settimana qui sono state rovesciate tonnellate di sentimenti ed ettolitri d’inchiostro. Ho scritto di orologi, di idrogeno, di uragani, del peso dell’aria. Parlavo sempre di lei. Anche quando parlavo d’altro, parlavo di lei.
E quello che è finito su queste pagine è solo l’onda altissima dello tsunami. Solo la parte che è arrivata a riva, che si è potuta guardare, contare, misurare, che ha anche distrutto cose, ma che ha liberato spazi.
Come quando il Nilo esondava.
Lasciava il limo che ha permesso a una civiltà di prosperare e diventare una delle più grandi al mondo, capace di opere che sono sopravvissute al tempo.
Ma il mare non ha nemmeno iniziato a svuotarsi.
È la cosa che mi spaventa e quella che mi tiene in piedi, ed è la stessa cosa. Che potrei scrivere ogni giorno per anni e non avrei ancora detto niente, e il livello dell’acqua resterebbe esattamente quello.
Un’eclissi dura due minuti. Una stella cade in un secondo. Il tempo dei Maya è ancora in corso.
L’11 agosto, a quanto pare, è un giorno in cui le cose cominciano e non finiscono più.
Cahier de route da un mare che non si svuota.
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