LYULI o LIULY

In ascolto: Lord Huron – The Night We Met

Non l’ho mai capito.

Se fosse LYULI o LIULY. Se la Y stesse al secondo posto o al quarto. L’ho scritto e riletto mille volte e ogni volta mi sembrava giusto in entrambi i modi.

Cinque lettere. Non un romanzo. Cinque lettere e non sono stato capace di capirne l’ordine.

Il punto è che cambiando due posizioni cambia tutto.

LYULI: Love You Until Last Instant. Ti amo fino all’ultimo istante.

LIULY: Life Is Useless Lacking You. La vita è inutile senza di te.

La prima è una promessa. La seconda è quello che resta dopo.

Stesse lettere. Stesso inchiostro. Stessa mano che le ha scritte. Ma una guarda avanti e l’altra guarda indietro, e in mezzo c’è tutto quello che è successo e che nessuno dei due aveva previsto.

Forse è per questo che non ho mai deciso come scriverlo davvero. Perché finché resta ambiguo, resta vero in entrambi i modi. Finché non fisso l’ordine, la promessa e la perdita convivono nella stessa riga, e io posso ancora scegliere in quale delle due vivere.

Ma scelgo per me. Non pretendendo che lei viva nella mia incertezza, nella mia ubiquità. Nel mio disagio.

Ho passato mesi a non decidere, credendo di lasciare aperte le possibilità. E invece stavo solo evitando di sapere quale delle due fosse già successa.

Adesso la riscrivo e mi accorgo che quella Y continua a non trovare una collocazione specifica.

E allora mi chiedo se non sia sempre stato quello il problema.

Perché la Y, in tutte e due le versioni, sta per you.

Per lei.

E lei non ha mai avuto un posto fisso in nessuna delle due frasi. Non perché la spostassi io. Perché non l’ho mai messa da nessuna parte. Non le ho promesso niente e non le ho chiesto niente: l’ho lasciata a metà riga, sospesa, dove non si decide.

Cinque lettere, e per tutto questo tempo mi sono chiesto quale fosse l’ordine corretto.

Invece l’errore era che continuavo a riscriverle da solo.


Cahier de route da cinque lettere in ordine sbagliato.

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