Il peso dell’aria

In ascolto: Fabrizio De André – La canzone dell’amore perduto


L’autunno non arriva con una data.
Arriva con un profumo.

Un mattino esci di casa e l’aria ha un peso diverso — più densa, più bassa, come se durante la notte qualcuno avesse spostato il cielo di qualche metro verso terra.


Poi cambiano i colori. Il verde si ritira, si arrende. Diventa oro, poi ruggine, poi terra.

Non è morire. È un modo lento di dire addio, indossando tutti i colori che si hanno addosso.


Anche noi facciamo così, credo.
Bruciamo di più proprio quando stiamo per lasciare andare.

Gli amori iniziano e finiscono quando devono. Non quando lo decidiamo noi.

E a volte non finiscono affatto: facciamo finta di nulla per non stare male, come si fa con le stagioni, che tornano sempre anche se ogni volta giuriamo di essercene liberati.


Stasera l’aria sa di legna e di pioggia lontana.
E il ramo resta lì, immobile, a reggere il vuoto della prima foglia caduta.

Love Cahiers
Cahier de route dalla nostalgia di fine estate

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