C’è un momento, verso la fine di agosto, in cui la luce cambia. Non è ancora autunno, ma l’estate ha già cominciato a ritirarsi in punta di piedi, come un ospite che sa di aver trattenuto troppo a lungo la propria fortuna. Ed è in quel momento che i luoghi che credevamo nostri da sempre — la spiaggia, la strada che scende al mare, il tavolino sotto il pergolato — ci appaiono improvvisamente diversi. Come se li vedessimo per la prima volta. O per l’ultima.
Non sono cambiati loro. Siamo cambiati noi.
Le persone che abbiamo accanto in questi giorni sospesi sembrano appartenerci da sempre: i loro gesti, le loro risate, il modo in cui versano il vino o guardano il tramonto. Eppure le guardiamo con occhi nuovi, con una tenerezza che somiglia già al ricordo. Come se una parte di noi sapesse che questo ciclo — questo lungo, luminoso ciclo — sta volgendo alla fine, e volesse trattenere tutto: la sabbia ancora calda sotto i piedi, il sale sulla pelle, quella frase detta a mezza voce che non abbiamo avuto il coraggio di completare.
C’è dispiacere, sì. E ci sono i rimpianti — quelli sottili, quelli che non fanno rumore. Le parole non dette, gli abbracci rimandati, le strade non prese perché credevamo di avere tempo. Il tempo, che da giovani sembrava un mare infinito, ora lo sentiamo scivolare tra le dita come acqua: lo stringiamo, e più lo stringiamo più se ne va.
La giovinezza non finisce in un giorno. Finisce così: lentamente, un’estate dopo l’altra, ogni volta un po’ più consapevole, un po’ più malinconica. E ci porta, quasi senza chiedercelo, in una fase più adulta. Più silenziosa. Una fase di introspezione, dove le domande contano più delle risposte e i tramonti si guardano senza fotografarli.
Forse è questo il segreto degli ultimi giorni di vacanza: ci insegnano a congedarci. Dai luoghi, dalle persone, da chi eravamo. Non è una perdita — o non soltanto. È un passaggio. Le stagioni della vita non si chiudono con una porta che sbatte, ma con una finestra che resta socchiusa, da cui entra ancora, per un po’, il profumo del mare.
E allora restiamo qui, ancora un momento. A guardare tutto con occhi diversi. A dire addio piano, come si fa con le cose che abbiamo amato davvero.
— Cahier de route, fine agosto
Lascia un commento