Certi desideri

Cahier de route


“Certi desideri devi andarteli a prendere.”

Le stelle, per quanto lontane, per quanto a volte sembrino irraggiungibili, restano lì. Vegliano dall’alto, silenziose, e con la loro luce debole rischiarano i passi di chi cammina al buio senza saperlo. Non cadono per caso. Scelgono di restare appese a quel filo sottile — un filo che dal basso sembra tenere loro, ma che in realtà le tiene loro a noi.

C’è qualcosa di intimo in quell’attesa. La stella si lascia tenere tra le dita, si lascia portare controvento sulla sabbia fredda, sapendo che prima o poi arriverà il momento di cadere. Non prima. Non per stanchezza, non per caso: solo quando sarà il momento giusto per illuminare il cielo intero e farsi desiderio compiuto.

È una forma di fedeltà, quella delle stelle. Restano accese anche quando nessuno guarda più in alto, anche quando il vento fa dubitare che valga la pena continuare a tirare quel filo nella notte. Ma chi resiste — chi cammina scalzo sulla battigia con lo sguardo rivolto in su, cocciuto e un po’ malinconico — sa che la caduta, quando arriva, non è una fine. È l’attimo in cui il desiderio smette di essere promessa e diventa luce.

E non brillano tutte della stessa luce, le stelle. Ce n’è una, in mezzo alle altre, che si distingue senza sforzo — non per quanto è lontana, ma per come guarda chi da terra continua a tenerla stretta. È quella la differenza che nessuna mappa del cielo saprebbe spiegare: non la distanza, non la grandezza, ma il modo in cui certe luci sembrano scelte apposta per una persona sola. Si riconoscono così, tra mille altre uguali, le stelle che valgono un desiderio.

C’è una malinconia dolce in tutto questo, la stessa di chi ama guardare in alto sapendo di non poter affrettare nulla. Si resta lì, col filo tra le dita, e si impara che amare un desiderio — vero, non di passaggio — significa anche saperlo aspettare senza pretendere che scenda prima del tempo.

Non tutte le stelle meritano di essere inseguite fin lì. Ma quelle vere — quelle che restano appese anche dopo anni, che vegliano anche quando hai smesso di crederci, che brillano di una luce che riconosci a occhi chiusi — quelle sì. Quelle vale la pena tenerle strette, aspettando, con un po’ di malinconia addosso, il loro momento di cadere.


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